
DAL BLOG DI PINO MASCIARI E I SUOI AMICI
Chi volesse aderire lo segnali al blog o nei commenti in calce che aggiorneremo l’elenco dei firmatari: stiamo rapidamente ricevendo nuovi sottoscrittori. Sempre accanto a Pino, Marisa, Francesco e Ottavia Masciari in questi giorni delicati dove il loro passato è diventato il presente di tutt’Italia, confermando come sempre la ragione e l’attualità di chiedere la Sicurezza!
In esilio. Come in carcere, privato della libertà, ma da innocente. Costretto
all’attenzione maniacale, ferito nella dignità di cittadino, onesto e fedele
alla Repubblica. La storia di Pino Masciari è l’emblema della debolezza dello
Stato, cioè dei cittadini, di tutti noi. Con moglie e bambini, è obbligato da
dodici anni a stare lontano dalla sua terra, ufficialmente per colpa della
‘ndrangheta, armata e minacciosa da impedirgli il rientro nella sua terra.Queste
sono le conclusioni della Commissione centrale di Protezione presso il Ministero
dell’Interno. Nel 2004, l’organo istituzionale ha deliberato di «non autorizzare
il rientro del testimone di giustizia Masciari Giuseppe e del suo nucleo
familiare nella località di origine» e di «non attribuire al provvedimento
alcuna classifica». Ad oggi, lui e i suoi familiari vivono nell’incubo che le
‘ndrine si vendichino da un momento all’altro. Gli uomini della ‘ndrangheta sono
sanguinari, in agguato quando tutto tace. E sul caso Masciari c’è un silenzio
troppo pericoloso, irresponsabile, forse complice. Il silenzio della
sufficienza, dell’abbandono, dell’ipocrisia. I suoi bimbi, che vanno a scuola
senza scorta e coi loro veri nomi, hanno meno diritti degli altri? La moglie
deve continuare ad avere una “quota rossa”?Con coraggio e senso della legalità,
perdendo le sue aziende e le sue radici, ma non l’identità anagrafica, Masciari
ha denunciato ‘ndranghetisti e collusi, poi condannati dalla giustizia. Tra
questi, Nicola Arena, appartenente all’omonimo clan, di recente passato alla
cronaca perché penetrato di prepotenza in Lombardia e in Emilia Romagna. Affari
e profitti colossali degli Arena, ottenuti con sistemi militari e sporchi della
‘ndrangheta, sono stati scoperti dai magistrati dell’antimafia, che hanno
arrestato affiliati e sequestrato beni milionari. Al Nord. Eppure, nonostante
che il Tar del Lazio abbia dato ragione a Masciari – che aveva rivendicato la
necessità d’una piena sorveglianza anche per riprendere con i familiari una
parvenza di normalità – lo Stato non gli assicura, di fatto, un’esistenza libera
e dignitosa. I Masciari non godono delle libertà fondamentali della
Costituzione, che la stessa riconosce e garantisce in quanto princìpi. È nostro
dovere intervenire, parlare, agire, impedire che si compia un massacro
ampiamente annunciato. È nostro dovere, delle istituzioni, della politica, della
stampa, della società civile, aiutare i Masciari a vivere in libertà, sicurezza
e serenità. Devono poter respirare, progettare, sorridere. Senza ritrovarsi
ancora a fronteggiare in diritto quello Stato servito con la loro testimonianza,
con il loro sacrificio. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla
famiglia Masciari, rivolgendoci alle coscienze di tutti, prima che a gradi,
ruoli e funzioni dello Stato. Cessi definitivamente il silenzio e finisca il
loro esilio. Non possono più rimanere sotto pressione, in lenta e terribile
agonia.
Michele Ranieri
[ commenta ]
( 30 visite )
| [ 0 trackback ]
| permalink | 



( 4 / 210 )












Archivio



