Gli amici di Pino Masciari condividono e fanno proprio il documento del 27 aprile e si dichiarano determinati ad accompagnarlo nella scelta di attuare lo sciopero della fame e della sete, sospeso il 7 aprile u.s. per rispetto della popolazione Abruzzese.
Lo Stato continua ad osteggiare da 12 anni una famiglia onesta e non si trova alcuna motivazione, né legge, che possano giustificare tale operato.
Basta con le formule subdole, inconsistenti e l’informazione distorta! Basta con le parole!
Chiediamo per la famiglia Masciari sicurezza concreta e lavoro, fondamentali diritti sanciti dalla Costituzione.
f.to Gli Amici di Pino Masciari
Allegato: documento del 27 aprile 2009 indirizzato alle Cariche dello Stato a firma di Giuseppe (Pino) Masciari
Michele Ranieri
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( 4.9 / 222 )
DAL BLOG DI PINO MASCIARI E I SUOI AMICI
Chi volesse aderire lo segnali al blog o nei commenti in calce che aggiorneremo l’elenco dei firmatari: stiamo rapidamente ricevendo nuovi sottoscrittori. Sempre accanto a Pino, Marisa, Francesco e Ottavia Masciari in questi giorni delicati dove il loro passato è diventato il presente di tutt’Italia, confermando come sempre la ragione e l’attualità di chiedere la Sicurezza!
In esilio. Come in carcere, privato della libertà, ma da innocente. Costretto
all’attenzione maniacale, ferito nella dignità di cittadino, onesto e fedele
alla Repubblica. La storia di Pino Masciari è l’emblema della debolezza dello
Stato, cioè dei cittadini, di tutti noi. Con moglie e bambini, è obbligato da
dodici anni a stare lontano dalla sua terra, ufficialmente per colpa della
‘ndrangheta, armata e minacciosa da impedirgli il rientro nella sua terra.Queste
sono le conclusioni della Commissione centrale di Protezione presso il Ministero
dell’Interno. Nel 2004, l’organo istituzionale ha deliberato di «non autorizzare
il rientro del testimone di giustizia Masciari Giuseppe e del suo nucleo
familiare nella località di origine» e di «non attribuire al provvedimento
alcuna classifica». Ad oggi, lui e i suoi familiari vivono nell’incubo che le
‘ndrine si vendichino da un momento all’altro. Gli uomini della ‘ndrangheta sono
sanguinari, in agguato quando tutto tace. E sul caso Masciari c’è un silenzio
troppo pericoloso, irresponsabile, forse complice. Il silenzio della
sufficienza, dell’abbandono, dell’ipocrisia. I suoi bimbi, che vanno a scuola
senza scorta e coi loro veri nomi, hanno meno diritti degli altri? La moglie
deve continuare ad avere una “quota rossa”?Con coraggio e senso della legalità,
perdendo le sue aziende e le sue radici, ma non l’identità anagrafica, Masciari
ha denunciato ‘ndranghetisti e collusi, poi condannati dalla giustizia. Tra
questi, Nicola Arena, appartenente all’omonimo clan, di recente passato alla
cronaca perché penetrato di prepotenza in Lombardia e in Emilia Romagna. Affari
e profitti colossali degli Arena, ottenuti con sistemi militari e sporchi della
‘ndrangheta, sono stati scoperti dai magistrati dell’antimafia, che hanno
arrestato affiliati e sequestrato beni milionari. Al Nord. Eppure, nonostante
che il Tar del Lazio abbia dato ragione a Masciari – che aveva rivendicato la
necessità d’una piena sorveglianza anche per riprendere con i familiari una
parvenza di normalità – lo Stato non gli assicura, di fatto, un’esistenza libera
e dignitosa. I Masciari non godono delle libertà fondamentali della
Costituzione, che la stessa riconosce e garantisce in quanto princìpi. È nostro
dovere intervenire, parlare, agire, impedire che si compia un massacro
ampiamente annunciato. È nostro dovere, delle istituzioni, della politica, della
stampa, della società civile, aiutare i Masciari a vivere in libertà, sicurezza
e serenità. Devono poter respirare, progettare, sorridere. Senza ritrovarsi
ancora a fronteggiare in diritto quello Stato servito con la loro testimonianza,
con il loro sacrificio. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza alla
famiglia Masciari, rivolgendoci alle coscienze di tutti, prima che a gradi,
ruoli e funzioni dello Stato. Cessi definitivamente il silenzio e finisca il
loro esilio. Non possono più rimanere sotto pressione, in lenta e terribile
agonia.
Michele Ranieri
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Firenze LiveWeb
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Michele Ranieri !
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( 3 / 1196 )Oggi 7 Marzo dalle 16:30 alle 20:30 saremo in Via Sparano
angolo Via Nicolai per aderire alla raccolta firme contro le
centrali nucleari Indetta da " Per Il Bene Comune Bari"
COMUNICATO STAMPA
Non abbiamo bisogno di Nucleare: raccolta firme a Bari
BARI 06.03.09 - La sezione barese di Per il Bene Comune, invita i cittadini a partecipare alla raccolta firme riguardante la petizione nazionale contro il ritorno al nucleare voluto dal Governo di Centrodestra e comunica le date in cui verranno allestiti i gazebo utilizzati per tale raccolta:
Sabato 7 Marzo dalle 16:30 alle 20:30 Via Sparano angolo Via Nicolai
<<Il nucleare - denuncia Adele Dentice, candidata sindaco del movimento alle prossime elezioni amministrative a Bari - è una fonte costosa, rischiosa e basata su una risorsa, l’uranio, molto limitata, che ha raggiunto il suo “picco” già negli anni 90 e che vede le sue scorte esaurirsi velocemente, una scelta folle perché punta su una tecnologia ormai obsoleta su cui nessuno investe più da 30 anni e che di fatto in questo periodo non ha risolto nessuno dei suoi problemi, da quello delle scorie alla sicurezza intrinseca passando per la proliferazione nucleare.>>
<< Per queste ragioni – afferma la Dentice – in questo periodo abbiamo avviato la petizione nazionale “non abbiamo bisogno di nucleare” sottoscrivibile anche on-line all’indirizzo www.petizione.perilbenecomune.org che già conta il sostegno di migliaia di cittadini, puntiamo con questa iniziativa a fornire al maggior numero di persone possibili informazioni che altrimenti non avrebbero>>.
<<In questo periodo – conclude la Dentice - i sostenitori dell’atomo hanno avviato una campagna colossale di disinformazione sostenendo addirittura che l’utilizzo del nucleare ridurrebbe notevolmente i gas serra, la solita “ecoballa”, infatti anche raddoppiando l’attuale numero di reattori, cosa che tra l’altro accelererebbe l’esaurimento delle risorse accertate di Uranio, il contributo del nucleare alla riduzione delle emissioni sarebbe marginale, non oltre il cinque per cento. Con gli stessi investimenti in maggiore efficienza energetica raggiungeremmo risultati fino a sette volte superiori.
Passate Parola ! GRAZIE !
Michele Ranieri.
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( 3.2 / 975 )Bari 16/01/09
Che il Baffetto Nazionale sfugge sempre alle domande di cittadini informati questo è già noto! Dal resto lo possiamo vedere in tanti video su You Tube! Ma.... Lui continua a dire che risponde alle domande, e qualunque esse siano lui risponde:
"Io rispondo sempre alle domande, e queste non sono domande" ! Pultroppo non si possono fare domande al Baffetto Nazionale (anche a tanti altri), nel senso che dovremmo continuamente rincorrerlo facendoci spazio tra gomitate e spintoni! E così come al solito, urlare per farci sentire, cerchiamo adesso di conoscere meglio il Baffettino Nazionale.
Partiamo da quello che in pochi conoscono e nessuno gli rinfaccia: L’aver preso una tangente (lui sostiene un finanziamento illecito) di 20 milioni nel 1985 da Francesco Cavallari, rè delle cliniche baresi. Al tempo D’Alema era segretario del Pci in Puglia e consigliere regionale, ammise di aver preso il finanziamento ma il reato era già caduto in prescrizione, l’anno era il 1995. Secondo la procura antimafia di Bari, Cavallari faceva parte di un’associazione di tipo mafioso. D’Alema prendeva finanziamenti e probabilmente prometteva in cambio un ammorbidimento della CGIL nelle cliniche gestite da Cavallari.
Wikipedia: Massimo D'alema
Missinone Arcobaleno:Lo scandalo va in soffitta.
Le domande, basta digitare su un qualsiasi motore di ricerca alcune paroline, leggendo nei risultati e facile svilupparne alcune sopratutto quelle che tv giornali e giornalisti non fanno mai! Dette scomode.
Michele Ranieri
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